Viva l’Italia!

C’è come sempre quell’aria estiva, calda, frizzante, di gente che si riposa in una città lenta, c’è sempre quella sensazione che questa sarà la volta buona, la volta da ricordare.

Ci si attacca a pochi minuti di ansia e gioie che ancora nessuno comprende da cosa siano dovute, si sente il brivido sulla pelle e si ascoltano i ricordi di chi, essendo più grande, ne ha già viste tante. E c’è come sempre quella generazione che è impegnata nel mito della maturità assegnata con un voto, e ci sono come sempre le persone che si godono il silenzio in una nazione che è abbagliata dal prato verde, da birre stappate e bambini ammutoliti, di fronte al sogno con cui ci hanno cresciuto, di fronte alla religione non sacra a cui questo paese è devoto, e con cui si diverte e dimentica i suoi drammi e archivia i tormenti.

Le urla sembrano di liberazione, di rinascita.

Noi, nel calcio, riversiamo sempre la nostra vita di paese che non è mai tra i favoriti, ma chissà come, chissà per quale cuore magico poi ce la fa… e ci piace ancora rompere quel silenzio con i clacson e le bandiere, che teniamo ben piegate e stirate dalle mamme nel cassetto e amiamo tirar fuori solo nel momento delle maglie azzurre, purché calcino un pallone e siano maschi a farlo.

Alla politica, al lavoro, al silenzio delle vie che si spengono con botteghe che svendono e chiudono ci pensiamo domani, domani mattina si ricomincia e si aspetta la prossima sera che illuminerà la nostra camera estiva di verde.

 

F.K.

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