Un fragile incanto

 

Palazzo Della Marra

Nel centro storico della città di Barletta (Puglia) si erge un bellissimo palazzo signorile da poco restituito ad antichi splendori,  oggi sede della pinacoteca De Nittis. Il palazzo venne acquistato dagli Orsini nella seconda metà del cinquecento per passare nel 1633 ai Della Marra, potentissima famiglia di origine napoletana. Dal 1743 il palazzo diviene della famiglia Fragianni. Ne entra poi in possesso la famiglia Ceci all’inizio del novecento, e realizza dei lavori di manutenzione e ampliamento. Nel 1958 viene acquisito dal demanio ma rimane molti anni degradato, oggi finalmente dopo i recenti restauri si può visitare nella veste di contenitore di mostre e della collezione De Nittis.

LA BALCONATA SCOLPITA

Si tratta molto verosimilmente di un’opera eseguita da mestri salentini con pietra locale, fatta eseguire dai Della Marra, proprietari del palazzo nel diciassettesimo secolo. Molto originale il suo risultato di fusione di forme tipicamente appartenenti al barocco leccese e modelli derivati dal  magnificente barocco romano; si viene a creare una perfetta simbiosi con l’intento ultimo  di stupire. Balconi del genere, avevano la volontà di dare un assaggio in facciata di ciò che un visitatore avrebbe potuto scorgere all’interno della residenza.

L’incantevole balconata si erge sull’arco del portone principale del palazzo, al di sopra del quale campeggiano due piccole figurine; la giovinezza e la vecchiaia ormai assai corrose, al centro un mascherone (cliccare sull’immagine a fianco).

Il balcone è sostenuto da  cinque mensole adornate con mostri, anche questi assai corrosi. Il prospetto della balconata è un vero e proprio capolavoro, dove i mutevoli aspetti della pietra tufacea ci accompagnano in un’ estatico encomio della famiglia Della Marra, che ancora oggi ci abbaglia grazie a quel poetico dialogo che queste pietre riescono ad avere col rovente sole di Puglia.             Il tutto viene orchestrato da tre colonnine che, coadiuvate  dall’architrave delle finestre, sorreggono un finto loggiato scandito da quattro archetti ogivali. Negli spazi generati da queste colonnine due coppie di fauni incoronati di alloro, quella centrale di sesso maschile, quelle alle estremità di sesso femminile. Sembra una messa in scena dell’inafferabilità del tempo giocata sui valori della giovinezza e la vecchiaia, infatti, osservando attentamente, si può scorgere che tra i due fauni centrali quello di destra è più anziano di quello alle sue spalle; stessa cosa per le donne, quella di destra una giovane procace incoronata di frutti in segno di abbondanza, colta in un atto di svenevole sensualità, quella di sinistra una vecchia matrona incoronata con panni.

Le due finestre sono caratterizzate da un architrave abitato da teste zoomorfe sulle quali si stagliano due aquile maestose in segno di regalità. Sul dorso del timpano spezzato delle finestre svolazzano due putti con ritmo musicale, mentre al centro campeggia a manifesto lo stemma della famiglia Della Marra. Tutta la balconata, come già detto, è eseguita in pietra tufacea, il che ha comportato da un lato l’estrema eleganza dell’opera, ottenuta grazie alla duttilità del materiale, dall’altro la facilità del suo generale ma anche naturale deperimento. I continui rimandi tra musica e poesia, tra giovinezza e vecchiaia, tra ostentazione e sfarzo, ci restituiscono  un  fantastico colpo d’occhio capace di proiettarci verso il tempo di queste corti e la loro consapevolezza di un’effimera vanagloria, che vuole eternarsi nella pietra e che trova nell’arte il solo mezzo per farlo …seppur fragile.

 

Martin

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Informazioni su Martin_oig

Il mio nome è Michele Porcelluzzi, sono uno studente e appassionato di storia dell'arte con l'hobby della scrittura (tra i tanti). Mi piace scrivere -ahimè- di cattiva conservzione del patrimonio culturale, storia dell'arte, cultura in generale, letteratura, segnalazione di eventi, segnalazione di artisti ecc.. Il campo in cui mi muovo per passione è soprattutto il Seicento, il secolo di Caravaggio, Bernini e molti altri. Tuttavia adoro e amo davvero tutta l’arte, dai graffiti rupestri alla Merda d’artista contatti: http://martin-oig.blogspot.it/

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