Strage di migranti, l’ennesima occasione persa per tacere

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Quando accadono tragedie come quella del barcone di migranti affondato e delle 700 vittime il copione è sempre lo stesso.
La sinistra o pseudo tale che ci ammorba con tutta quella finta solidarietà e con l’ipocrisia di chi crede di avere l’esclusiva sulle questioni umanitarie e sulle lotte per i diritti. Per apparire in tv, per illudere il suo cieco elettorato di essere ancora vicina a determinate questioni. Poi nella quotidianità solidarizza con sgomberi di occupazioni abitative e con le procure che hanno ufficialmente dichiarato guerra ai movimenti sociali insieme a tutto lo Stato italiano.
Poi c’è la destra che in quanto a razzismo e xenofobia è sempre coesa. Non esiste centro destra od estrema destra, sono tutti una compatta e nauseabonda merda fascista. C’è quel pezzo di plastica della Santanchè che propone di affondare i barconi per evitare altre stragi ed il codardo e populista Salvini, che in linea con i suoi nuovi amichetti di casapound, utilizza una tragedia di questa portata per accusare “il governo” e le sue “politiche di accoglienza” e quindi ribadire che se i migranti fossero rimasti a casa loro non sarebbe successo nulla. Il tutto misto ad una insolita generosità sulla possibilità di aiutare queste persone a “casa loro”, quasi come se gli immigrati vivi o morti non siano il cavallo di battaglia delle loro patetiche campagne elettorali.
Subito dopo viene il grillino che chiaramente tiene a precisare che la colpa è sia della destra che della sinistra, argomentando il tutto con una tesi derivante dalla fusione delle idee di merda dei primi con i piagnistei patetici dei secondi.
Il tutto viene incorniciato e servito in diretta per il pranzo della domenica dal giornalista lacchè che però ci tiene a non passare inosservato. Aggiunge quindi un contorno al pasto per la voracità di cattiva informazione dell’italiano medio che ascolterà interessato continuando a masticare mentre la tv trasmette le immagini di cadaveri galleggianti. La causa del disastro sono stati i migranti stessi che per accaparrarsi un posto sulla nave giunta in loro soccorso si sono ammassati fino a far ribaltare il barcone. La splendida teoria mette tutti d’accordo. In fondo si parla di selvaggi non di un’umanità di serie b costretta alla fuga da guerre e fame abilmente orchestrate dalle democrazie che poi rinnoveranno i loro consensi elettorali odiando o fingendosi solidali con la loro condizione disumana.
Ma non si smette mai di abituarsi allo schifo. Ed è così che spunta il genio, sotto la voce di un gruppetto musicale, che fa la battuta fuori luogo sulla tragedia. Il nome dice tutto, Nobrain(o), e sono solo lo specchio di una società in cui anche l’essere alternativo è solo una moda e non il metterci la faccia (e talvolta qualcosina in più) per proporre un’alternativa ad una società ed un intero sistema malato ed assassino.

 

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