Sochi 2014 e la risposta del mondo LGBT

Questa edizione dei giochi olimpici invernali è già entrata nella storia e non certo per lo sport. Come è noto in Russia vige la legge che vieta la “propaganda gay ai minori”: ciò significa che non si può parlare di omosessualità dinanzi a minori di diciotto anni. Questo comporta tutta una serie di restrizioni. Per esempio, anche una spilla con la bandiera rainbow è vietata. Le persone LGBT in Russia vengono di fatto perseguitate.

I movimenti LGBT di diversi paesi hanno chiesto lo spostamento dei giochi olimpici in paese non omofobi, spostamento che ovviamente non è avvenuto.

Oggi alla vigilia di questi giochi è chiaro che Putin si è messo contro un mondo, quello LGBT e tutti coloro che sostengono i diritti LGBT, che è abituato ad abusi e a privazione di diritti e per questo è in continua lotta; un movimento che ottiene conquiste in diversi paesi, ma che di contro si ritrova di fronte a leggi che indietreggiano di oltre 50 anni. Decisamente un mondo che sa come rispondere ad attacchi contro la propria libertà.

E i video di brani su Sochi 2014, che spopolano in internet in questi giorni ne sono la prova. L’arte, la musica, la cultura e lo sport è ciò che rende un uomo libero e non lasciamo che ci tolgano anche questo.

 

 

Oggi 5 Febbraio, migliaia di persone in tutto il mondo manifesteranno perché la coltre di silenzio sul mancato rispetto dei diritti umani che avviene in Russia cada. La manifestazione è organizzata da All Out, movimento globale per l’amore e l’uguaglianza.

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