Sgomberi, violenze ed aborti di Stato.

 

 

Foto dalla pagina fb " Comitato di Lotta Casa Territorio - Ticinese Milano "

Ok (ma mica tanto) occupare un immobile sfitto o abbandonato è una scelta che si può scegliere di non sostenere, in fondo una società senza legalità non è degna di questo nome (dicono). Occuparlo come gesto estremo per provare a reagire ad un’esistenza precaria fatta di sfruttamento e disoccupazione, miseria ed emarginazione…beh anche qui direi che la solidarietà non è cosa dovuta. Richiede un’analisi politica incomprensibile ai più.
Ma ci sono episodi che dovrebbero scardinare in un attimo tutte queste incomprensibili certezze da parte un’opinione pubblica sempre più anestetizzata ed inconsapevole. Ci sono fatti che non richiedono analisi politiche elaborate e sui quali non ci sarebbe nemmeno bisogno di intavolare discussioni. C’è la dignità umana e questa dovrebbe essere la risposta per i più ostinati difensori dei propri aguzzini.
E poi c’è lo Stato. Che ti priva dei diritti e ti incarognisce contro i più deboli, che ti parla di legalità e la usa per combattere la tua voglia di giustizia sociale, che ti affama e ti toglie la dignità e ti sguinzaglia contro i cani se provi a riprendertela. Ci sono i suoi complici più spietati, il braccio armato della repressione, i tutori dell’ordine pubblico, quelli a cui è proibito pensare per contratto, quelli che si spogliano della loro umanità per indossare un casco blu. C’è la stampa allineata che parla di guerriglia urbana e sembra ignorare che si usino lacrimogeni e manganelli per sfrattare famiglie disperate, non di certo per scelta di vita. C’è ancora una volta quell’opinione pubblica in stato comatoso che vede nel cittadino medio, che inizia a sbraitare contro quei disperati che stanno male tanto quanto lui e la sua famiglia, l’apice di una contraddittoria follia e noncuranza di chi siano i reali colpevoli di tanta miseria.
Infine c’è quella sinistra sempre più confusa ed in crisi di identità, che ha la pretesa di rappresentare masse di sfruttati ed emarginati senza nemmeno sapere nel concreto in cosa consistano questo sfruttamento e quell’emarginazione. Vien da sé che i diritti di genere siano un ottimo argomento per riempire quei salotti buoni che danni sostituiscono le piazze. Gli stessi salotti pieni di quegli intellettuali che parlano di diritti ed emancipazione con un linguaggio incomprensibili a coloro che di diritti ed emancipazione hanno un disperato bisogno.
Questa volta siamo a Milano, nell’ennesimo sgombero di un’occupazione abitativa. Sgomberare in modo violento è già di per sé un gesto crudele ed infame quando ci sono troppe famiglie senza casa e troppe case (VUOTE) senza famiglie. Picchiare un senza-casa è altrettanto infame, ma accanirsi su una donna al settimo mese di gravidanza che per nessuna ragione si sogna di partorire suo figlio sotto un ponte fa ancora più schifo. Ci addolora e ci riempie di stupore allo stesso tempo. Ci scorrono davanti tutte quelle belle campagne mediatiche, condite da manifestazioni di piazza con i palloncini rosa delle femministe democratiche contro la violenza di genere, la violenza domestica, il femminicidio. Non capiamo perché quando è lo stesso stato che legifera su tali problematiche a rendersi carnefice allora improvvisamente nessuno ne parla. Come accadde con Marta in Val di Susa. Picchiata e ed abusata da agenti di polizia mentre si trovava in stato di fermo e nemmeno una parola di solidarietà al di fuori del mondo dei movimenti.

Accade ed accadrà ancora: perdere la casa, la dignità, il proprio bambino ed un disperato bisogno di rendere costruttiva tutta questa rabbia.

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