Segni Indelebili. Una raccolta crowdfunding per non dimenticare.

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Nei giorni scorsi ho incontrato Valeria Roberti, referente del Cassero LGBT Center per il progetto Segni Indelebili, che noi di Oltreilguardo abbiamo deciso di sostenere. Siamo in un tranquillo caffè di una tipica strada bolognese e non è un caso che questo progetto nasca proprio in questa città.
Segni indelebili ha l’ambizioso scopo di mantenere viva la memoria sull’omocausto, di cui poco è stato scritto e raccontato.
Il paragafo 175 del codice penale tedesco considerava un crimine i rapporti sessuali di tipo omosessuale; durante il periodo nazista tale legge fu notevolmente ampliata e la pena aumentata, prevedendo anche la deportazione in campi di concentramento. La difficoltà delle vittime sopravvissute di raccontare le atrocità subite nei campi, unita molto spesso alla vergogna di essere stati deportati per omosessualità ha fatto sì che ai giorni nostri non arrivasse che una storia sbiadita con pochi dati certi e scarse testimonianze. La storia dimenticata dell’omocausto però ha già trovato momenti di memoria a Bologna, sempre con la collaborazione di volontari del Cassero LGBT Center, che lo scorso Gennaio hanno allestito una mostra con diciannove illustrazioni che raccontavano in immagini le storie di undici deportati omosessuali.
Oggi con Segni Indelebili si vuole continuare a mantenere viva la memoria e soprattutto a diffonderla. Segni Indelebili nasce un po’ per caso e per fortuna mi racconta Valeria, nasce da un breve racconto “Atto Terzo” scritto da Paolo Capponi, giovane scrittore esordiente e vincitore del concorso “Diverso sarò io”, promosso dall’Associazione Culturale PescePirata e UNAR (Ufficio Nazionale contro le discriminazioni razziali). La coincidenza di trovarsi davanti a una storia che, raccontando in modo diretto e forte un episodio di omocausto, vince il primo premio di un concorso promosso dall’UNAR ha spinto il Cassero a voler sostenere la pubblicazione e diffusione.
Si è pensato al crowdfunding poiché la storia è una storia che riguarda tutti noi, riguarda il nostro passato, uno di quei passati da ricordare bene per far sì che non si ripeta, soprattutto uno di quei passati da tramandare alle nuove generazioni. L’idea è quella di raccogliere fondi per pubblicare 10.000 copie, diverse delle quali saranno donate alle biblioteche comunali e scolastiche di tutta la provincia bolognese.

La campagna la trovate su IdeaGinger |link| sino al 20 Gennaio e donare è semplicissimo.

La memoria è qualcosa di cui spesso ci si dimentica, e più ci si allontana negli anni dagli avvenimenti successi e più ci si sente meno coinvolti e responsabili, ma la memoria insegnata, divulgata e condivisa serve anche al presente, serve a crescere generazioni più consapevoli e impegnate.

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