Scorci di/da Trani

La mole, la presenza e la dominanza di una delle chiese più belle d’Italia

La città di Trani, come la maggior parte dei centri pugliesi, ospita una  cattedrale romanica adagiata nel tessuto urbano del borgo antico. La sua collocazione in prossimità del castello non differisce da quella delle città limitrofe -il simbolo del potere religioso e laico doveva ben imprimersi sui popoli!- ma la sua posizione sopraelevata sul mare la rende unica: il suo campanile e la sua  sagoma bianca la rendono visibile da chilomentri di distanza; percorrendo gli oliveti della campagna circostante non si può fare a meno di notarla. La sua sopraelevazione ha vinto, dunque, anche sulle maglie urbane moderne che circoscrivono il vecchio borgo marinaro.
Il Duomo è dedicato a San Nicola Pellegrino, un uomo, greco d’origine, morto presso la stessa città in odore di santità  (canonizzato nel 1098). Si scelse così di edificare il nuovo tempio sulla precedente chiesa di Santa Maria della Scala cominciando dalla cripta e andando  a configurare un luogo caratterizzato dalla coesistenza di tre ambienti sacri all’interno di un unico complesso.
Le fasi costruttive dovettero avere, tuttavia, un andamento altalenante a causa dell’instabilità politica del periodo e non risultano oggi del tutto chiare. Nel transetto sopravvive un lacerto di pavimento musivo, stilisticamente affine al famosissimo pavimento di Otranto datato 1160. Altra data di riferimento si rintraccia nella realizzazione del portale bronzeo ad opera di Barisano da Trani (1175-1180), artista che si mostra aggiornato sulle tecniche fusorie (siamo negli anni in cui Bonanno Pisano firma la porta di San Ranieri per il Duomo di Pisa). A chiudere i lavori, probabilmente entro la prima metà del Duecento, la terminazione del transetto, con rosoni e apparato scultoreo ricchissimo, ispirati a modelli d’oltralpe, da mettere in relazione all’influenza della cultura federiciana sul suolo pugliese.
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