Savoldo: quando la natività di un pittore annulla le distanze

Questa Natività del Savoldo si trova nella Chiesa di Santa Maria la Nova a Terlizzi, un piccolo centro dell’entroterra pugliese.
L’opera, databile al 1540 ca., è la variante di un modello compositivo proposto dal pittore anche nella 
Natività presente nella pinacoteca Tosio Martinengo e in quella della Chiesa di San Giobbe di Venezia. Savoldo, da buon bresciano, ci restituisce una splendida opera in cui ogni particolare retorico viene epurato, l’ambientazione, l’impaginazione, le vesti dei personaggi e ogni singolo elemento la fanno diventare un vero e proprio elogio dell’umiltà. Non compare, all’interno del quadro, alcun richiamo alla divinità, l’unico particolare che rimanda al racconto vangelico sta nel lume che si erge sull’orizzonte; anche la capannina è poverissima.
Il quadro, oltre ad essere un capolavoro di realismo pittorico lombardo, dovette avere un’importanza non indifferente per il successivo sviluppo dell’arte pugliese, e sebbene si percepisca dall’ immagine uno stato di abrasione avanzato, non si può far altro che immaginare il povero contadino del contado terlizzese immedesimarsi in quell’immensa umiltà, proprio come avrebbe fatto il suo omologo lombardo della Padana . Ecco perchè l’arte annulla le distanze…

 

Altre foto e altre versioni:

Terlizzi, Santa Maria la Nova
Venezia, Chiesa di San Giobbe

 

Martin
(il mio presepe)

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Informazioni su Martin_oig

Il mio nome è Michele Porcelluzzi, sono uno studente e appassionato di storia dell'arte con l'hobby della scrittura (tra i tanti). Mi piace scrivere -ahimè- di cattiva conservzione del patrimonio culturale, storia dell'arte, cultura in generale, letteratura, segnalazione di eventi, segnalazione di artisti ecc.. Il campo in cui mi muovo per passione è soprattutto il Seicento, il secolo di Caravaggio, Bernini e molti altri. Tuttavia adoro e amo davvero tutta l’arte, dai graffiti rupestri alla Merda d’artista contatti: http://martin-oig.blogspot.it/

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