Riflessioni sulle derive ultramoderate della società.

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Questa notte a Milano, verso le 1,30 circa, un ragazzo è stato colpito alla testa con un bastone da un esponente del PDL vicino alla Lega Nord. La sua colpa è quella di aver fatto presente con altri 2 ragazzi, a 2 uomini, che stavano attaccando manifesti abusivamente, fatto che costituisce un reato. Per tutta risposta sono stati insultati e quando hanno detto che chiamavano la polizia sono stati aggrediti da uno dei 2 (che a quanto pare è lo stesso che uccise un rapinatore della sua gioielleria a Milano nel 2004). Tutti i giornali parlano di rissa tra esponenti di opposte fazioni e non di aggressione a mano armata da parte un esaltato che fa del farsi giustizia da solo una filosofia di vita. L’impressione è che un cambiamento radicale come quello dell’elezione di Pisapia a Milano sia troppo per una società in cui la peggiore piaga sono le derive ultramoderate. Peccato che la moderazione la si stia riscontrando soltanto nel modo in cui fatti gravissimi come quello di questa notte vengono denunciati dall’informazione. Far presente che coloro che hanno come principale argomento, oltre all’insulto, quello di proporsi come unici rappresentanti dei moderati italiani, sono i primi a macchiarsi di violenze ed offese nei confronti degli avversari in pieno stile fascista (le croci celtiche nei gazebo della Moratti sono solo un caso?) sarebbe un ottimo argomento per delegittimare questi “estremi moderati” dal ruolo a cui aspirano. Ma forse come già detto prima non c’è reale volontà di cambiamento. Fare passare un’aggressione a mano armata per una rissa rende colpevoli entrambe le parti quando una delle due è in realtà parte lesa. Avere due carnefici o due vittime in una vicenda come questa non fa altro che distogliere l’attenzione da certe pratiche violente e dal riflettere sulle loro potenziali evoluzioni.

Seven

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