Riflessioni a margine del Sacco di Roma

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Come avrete notato non ci siamo occupati dell’avvenimento di questi giorni: il saccheggio e il deturpamento della Fontana di Piazza di Spagna. Da una pagina che si occupa di arte doveva essere qualcosa di scontato, quasi automatico. Tuttavia quando si parla a caldo degli avvenimenti spesso si cade facilmente in errore o affermazioni perentorie. Per questo abbiamo preferito aspettare. E come sempre a posteriori non si possono che trarre delle conclusioni desolanti per il panorama socio culturale italiano. La prima è quella che l’italiano medio appare legato al proprio patrimonio storico-artistico solo ed unicamente nel momento in cui ad essere intaccato è il senso nazional-patriottico. Le due cose, patrimonio culturale e senso nazional-patriottico non sono direttamente legate. Una cosa è l’identità, altra è il tifo altra ancora è il nazionalismo fatuo. Il patrimonio culturale italiano poi non è solo il nostro ma, paradossalmente, è anche degli olandesi garbati che vengono qui a visitarlo. E’ insomma italiano solo perché è qui (non stiamo qui a chiederci perché, si sconfinerebbe in ragionamenti molto complicati) gode di una sorta di ius soli, e noi abbiamo il dovere di proteggerlo e tramandarlo ai posteri integralmente. Cosa si deduce da questo?…che lo Stato italiano è un fallito e, da tempo, latita da tutti i suoi compiti e prescritti costituzionali riguardanti il patrimonio culturale (e non solo quelli!). In secondo luogo, lascia tristemente perplessi vedere come in una sorta di pantomima collettiva tutti scendono in campo a difendere le forze dell’ordine, come a dire che vai in difesa preventiva perché sai che in fondo c’è qualcosa che scotta. Brevemente i punti sono questi:

  1. Possibile che questore, prefetto e autorità competenti non fossero a conoscenza della fama di cui godono i gruppi ultras della Feyenord?

  2. Se la risposta alla precedente domanda è negativa allora vuol dire che, come sempre, siamo in mano agli incompetenti (incompetenti quando pare a loro, perché quando si tratta di mandare agenti a manganellare studenti e operai nostrani, lì sono sempre bravi).

In un paese neanche tanto normale i responsabili avrebbero pagato con eventuali dimissioni, taluni avrebbero riferimento in parlamento sull’avvenuto, altri avrebbero magari chiesto una dimissione, o perlomeno delle riposte, del Ministro dell’Interno. Perché le responsabilità ci sono e come sempre non vengono a galla, piuttosto si cerca di incanalare l’opinione pubblica verso soluzioni arbitrarie come il “chiediamo il risarcimento agli olandesi”. Ma tanto nell’era del pensiero unico e del governo unico ciascuno deve appoggiare l’altro.

Il risarcimento io l’avrei dato, ma togliendo soldi dal budget della nostra Difesa, quella stessa enorme voce di spesa che brucia decine di miliardi a comprare caccia bombardieri mentre si tagliano i fondi al Ministero dei Beni Culturali. La seconda retorica becera che sto vedendo deriva da una seconda campagna, direttamente dai “migliori” media italiani, volta a presentare i restauratori in veste di “angeli del trauma”. I restauratori esistono, sono sempre esistiti e sono dei professionisti a malapena riconosciuti dal nostro codice normativo sui beni culturali. Per non dire che fanno, spesso, parte della macro categoria dei precari che arrivano a stento a fine del mese.

Barbari siamo anche noi!

 

Arte, tutela

Informazioni su Martin_oig

Il mio nome è Michele Porcelluzzi, sono uno studente e appassionato di storia dell'arte con l'hobby della scrittura (tra i tanti). Mi piace scrivere -ahimè- di cattiva conservzione del patrimonio culturale, storia dell'arte, cultura in generale, letteratura, segnalazione di eventi, segnalazione di artisti ecc.. Il campo in cui mi muovo per passione è soprattutto il Seicento, il secolo di Caravaggio, Bernini e molti altri. Tuttavia adoro e amo davvero tutta l’arte, dai graffiti rupestri alla Merda d’artista contatti: http://martin-oig.blogspot.it/

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