Pensieri sulla Milano fascista del 29 aprile

Non prendiamoci in giro, ammettiamo di essere figli di Hegel. La storia non è quella dei partigiani morti sulle alpi, non è quella della fanteria, non è quella degli Uomini che si oppongono all’oppressione o di quelli, meno umani, che opprimono. La storia è di poche persone: i capi di stato, i gerarchi militari, gli organizzatori del movimento X piuttosto che i fondatori del partito Y. Ed ecco che vediamo nascere a distanza di anni gruppi di persone che inneggiano a persone spesso eguagliate a divinità. Bisogna però distinguere tra chi santificare e chi demonizzare. Va bene tutto, ma fare cortei in onore dei “camerati caduti” nella città che “pur mutilata ed insanguinata dalle offese belliche, oppose allo spietato nemico di ogni tempo, la fierezza e lo slancio di un’implacabile lotta partigiana, nella quale fu prodiga del sangue dei suoi figli migliori, e lo travolse infine nell’insurrezione vittoriosa del 25 aprile 1945” non mi va proprio giù. Perché? Perché il fascismo è anticostituzionale nonostante tutti i tentativi di riforma della Carta; perché il movimento partigiano ha riportato la libertà in questo stato; perché nel vedere tutte le teste rasate dall’alto del mio balcone mi sono sentito trasportato in American History X e vi assicuro non essere una bella sensazione; perché per essere antifascisti non bisogna necessariamente essere comunisti, basta Restare Umani; perché la motivazione “la rovina del fascismo è stato il nazismo” è una emerita cazzata; perché di razzismo e intolleranza nel mondo non ne possiamo più; perché non ho mai visto un premio Nobel per la Pace fascista; perché hanno reso nobili gli atti più abominevoli; perché hanno eliminato la libertà di pensiero sotto il peso di una costante propaganda; perché con l’onore hanno riempito il vuoto della loro Vergogna; perché hanno offeso la bellezza della parola con l’infamia del manganello.Viva l’antifascismo.

P.s. Sapete, preso dall’emozione ho dimenticato di trattare forse una delle questioni che più mi hanno reso triste per cuò che è successo: il corteo del 29 aprile scorso era un corteo autorizzato dal comune di Milano con tanto di polizia a scortare i manifestanti. So di non essere un gran politico nè tantomeno un avvocato, ma vorrei ricordare ai dirigenti di polizia di stato, dei vigili urbani e del comune di Milano che manifestazioni di stampo fascista sono negate dalla Costituzione e che il perpretamento di questa politica di negazionismo iniziato con l’assegnazione di una nuova sede in corso Buenos Aires a Forza Nuova, con l’esposizione di una bandiera fascista alla finestra di una delle sedi della polizia di stato offendono profondamente lo spirito di tutte le persone democratiche e antifasciste.

Dammik



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