NON C’È RISPOSTA: dalla deriva del poeta alla deriva dell’uomo

Antonio Lanzone è “solo” ragazzo che studia lettere all’università di Bologna. Quest’anno ha “solo” pubblicato un libro di poesie con una casa editrice di Roma, Arduino Sacco Editore. Ho deciso d’intervistarlo cercando soprattutto la risposta a una domanda:poesia oggi, perché?

Partiamo subito dalla tua raccolta di poesie “La Deriva”, edita nel corrente anno per Arduino Sacco Editore, la scelta di questo titolo riprende l’ultimo componimento in essa presente. Deriva di cosa e/o di chi?

 

Ho cercato un titolo a lungo e ricordo che quando lo trovai, provai un gran piacere perché era proprio quello che cercavo.

Mi serviva un titolo che mettesse in evidenza come le nostre certezze, i nostri punti fermi altro non siano che zattere disperse “per l’alto mare aperto”, diceva qualcuno, e che noi, che su quelle maledette –o benedette- zattere ci viviamo siamo solo formiche, le quali ogni giorno aspettano non si sa cosa tra vita e quella morte che oggi purtroppo non è soltanto fisica. Ma ora mi sto dilungando troppo. Per capire di chi è questa deriva basta ribadire che quanto già detto ai miei occhi rappresenta non « non la deriva di un sol uomo,…[ma] la deriva … dell’uomo» come scrivo nell’introduzione.

Inoltre ci tengo a dire che, tempo addietro, quando scelsi questo titolo non avevo idea della grande inflazione cui sarebbe andato incontro questa parola che oggi, a causa della ben più nota crisi economica, si ritrova veramente dappertutto e che questa raccolta non trova la sua ragion d’essere in  quanto oggi nel mondo accade.

Ed anche nel caso in cui si voglia rapportare la crisi economica alla raccolta, la si deve intendere come esplosione ed esplicitazione di una più profonda crisi intellettuale che galoppa indisturbata da quasi un secolo. 

Nei tuoi componimenti si avverte spesso la contrapposizione forte fra un passato che, se non glorioso, è comunque meglio di oggi a dispetto di un presente degradato. Quali avvenimenti contemporanei ti hanno suscitato tali pensieri?

 

Senza ripetere ciò che si è detto, continuerei sottolineando come alla base dei componimenti ci siano ben pochi avvenimenti contemporanei. Piuttosto parlerei di contatto tra una forte ed insistita riflessione sul passato ed una su quelle vicende d’oggi le quali malinconicamente fanno pensare che forse è vero che “tutto cambia affinché nulla cambi”.

Però questo non posso accettarlo, non ci riesco proprio e allora reagisco a modo mio, cerco una soluzione, il che porta ad imbattermi in problemi ben più grandi di me, che persone ben più importanti di me non sono riuscite a risolvere. Ma non mi importa. E questo non è fatto solo per liberarsi dalle inerzie del mondo che ci tengono chiusi in gabbia, ma per liberarsi dall’indifferenza di cui quella gabbia è causa.

Oggi non ci rendiamo conto che i nostri quattro paletti d’appoggio in realtà ci costringono in celle che col tempo diventano sempre più anguste. Ad accorgersi di questa prigionia per primi sono stati i poeti, che per questo per primi sono stai messi al bando da una società che preferisce rimanere cieca al buio della sua bella e confortevole caverna piuttosto che rischiare e correre in contro ad una vera vita.

Mi rendo conto di essere andato oltre la domanda e mi scuso.

 A dispetto della negatività del tempo in cui ci troviamo, dell’inafferrabilità di certi momenti, c’è una grande speranza che però non sembra essere la poesia o l’arte ma una vera e propria fratellanza tra uomini di leopardiana memoria. Unione e lotta contro chi e per che cosa?

 

Poesia ed arte sono i pilastri su cui si reggono le mie speranze, che dovrebbero essere di tutti. E’ grazie a poesia ed arte se oggi, e sempre, è stato possibile riuscire ad interpretare, capire e comprendere ciò che ci circonda a tutti i livelli.

Io intenso, soprattutto la poesia, come mezzo che aprendo gli occhi e la mente ai più, riesce a creare unione in quelli, i quali a loro volta questa “fratellanza” –come dicevi- la desiderano non necessariamente per combattere ma almeno per difendersi da un grande specchio. Perché anche se molti nel tempo hanno accusato natura, Dio o altri della pessima condizione umana, oggi emerge un dato importante: Dio è stato ripetutamente assassinato, la natura sta cedendo, e quello che nonostante tutto questo rimane in piedi è l’uomo, da intendersi nella sua variante rozza e cieca. E sono questi coloro da cui bisogna difendersi per arrivare senza se e senza ma ad una vera vita.

Può sembrare utopistico, e forse lo è, ma anche questo non mi interessa perché confido nel fatto che tutto ciò che è stato –e viene- scritto e pensato prima o poi possa far vedere e migliorare.

«Viviamo insieme il male di vivere uomini/ e forse arriveremo a domani», è un verso tratto da uno dei tuoi componimenti, ma com’è questo domani?

 

Non ne ho la più pallida idea, posso solo dirti che ogni volta che ci penso ciò che vedo non mi piace. Quindi spero soltanto che prima di arrivarci a questo domani una minima parte di ciò di cui abbiamo parlato sia stata, più che appreso, assorbito da qualcuno. Sarebbe già un ottimo risultato.

Ultima domanda che vuole essere d’incoraggiamento in generale per un genere, quello della poesia, da tempo ormai poco apprezzato se non da pochi anche se d’indiscusso valore. Poesia oggi, un giovane che oggi decide di scrivere poesie: perché?

 

Scrivo poesia perché sono fortemente affascinato dal potere di questo genere che dietro ogni parola nasconde un mondo e che al di là delle apparenze si offre come estremamente duttile sotto l’aspetto formale e tematico.

Ma ciò che della poesia mi fa impazzire è il suo essere anarchica, senza padrone; quello che ho composto non è più mio ma è di ogni lettore che anche velocemente leggerà un verso. E’ l’apoteosi del bene comune e questa è una caratteristica che si ritrova in poesia più che in ogni altro genere.

Scrivere poesia oggi non farà di certo la fortuna degli editori, ma sicuramente serve ad un mondo lascivo e superficiale, come quello presente, per cercare di tornare ad ottenere quel minimo di dignità che ora si è evidentemente persa.

Si ringrazia l’autore per la disponibilità e il tempo concessi.

 

by B&A

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