Lo scandalo

Ciao a tutti! La situazione rispetto all’ultima volta non è cambiata di una virgola: sono ancora in preda ad uno studio matto e disperatissimo. Nonostante ciò ho trovato il tempo per scrivere un nuovo articolo. L’argomento del giorno è il qualunquismo. Naah sono troppo vago; voglio parlare di una forma ormai molto diffusa di qualunquismo, ovvero la critica a scatola chiusa.
Come tutti voi saprete il governo Berlusconi è caduto e al suo posto si è instaurato un governo tecnico guidato da Mario Monti. Il suo mandato è caratterizzato da un andamento che definire montuoso dello spread nei confronti dei titoli tedeschi è riduttivo e dalle peripezie per mantenersi in equilibrio su una passerella quantomai traballante fatta di compromessi con una delle varie parti del nostro parlamento.
Bene in questo periodo di evidente instabilità, la nuova moda dei giovani che io conosco sembra essere il “fanculo politici di merda”. Peccato che spesso ciò accada senza un minimo di consapevolezza ma solo perché va di moda.
La situazione che in un certo senso mi ha fatto riflettere maggiormente è vedere questa marea di schieramenti sull’idea di cambiare il valore legale della laurea. Cosa significa? Che se io sono laureato in un ateneo “prestigioso”, in un concorso pubblico ho un punteggio superiore rispetto ad un laureato con il mio stesso voto o addirittura superiore ma in un ateneo con minor fama. Scandalo! Peccato che nessuno pensi al fatto che  questo già avvienga in maniera regolare in ambito privato e che questo punteggio dovuto all’ateneo è secondario rispetto a quello ottenuto nel test vero e proprio (se io nel concorso ho preso 100 e sono laureato a Canicattì sono comunque più in alto in graduatoria rispetto a chi ha preso 99 ma si è laureato alla Normale).
La rivolta vera e propria scatta quando si legge che ci sarà una graduatoria delle università migliori controllata dal Ministero dell’Istruzione. Catastrofe! “Ah si Luca, ciao, non ho la versione aggiornata al 2012 della Guida ai migliori atenei d’Italia pubblicata da Repubblica, mi dispiace.”. Scusate per l’interruzione, dove eravamo rimasti? Ah già, stavo dicendo: una vera catastrofe. Altra accusa: le università del nord e le private saranno privilegiate. Ora spiegatemi una cosa: se quella di ieri è stata una voce su quello che sarà il prossimo CdM (Consiglio dei Ministri ndr) che si terrà il 27 gennaio, mi spiegate come fate a sapere i contenuti di qualcosa che non è stato ancora pronunciato? Siamo ai limiti del paradosso: condannare le idee, non le riforme, ancora prima che possano essere espresse.
La chicca la lascio per ultima: in questo modo verranno lasciati a casa un sacco di laureati con lode, pluripremiati ecc. No, non è questo il motivo per cui i laureati con lode pluripremiati sono lasciati a casa. Questo accade perché abbiamo ancora, in ambito pubblico, la mentalità del favore, del clientelismo, del do ut des, degli amici, parenti e cognati. Questo non dipende sicuramente da questa proposta ancora inespressa.
P.S. Un’altra cosa che nessuno considera è il percorso di studi che uno affronta: se io scelgo di studiare scienze dei balocchi solo per poter aggiornare le mie info su Fb (grazie Ivana per l’idea meravigliosa) non è che ci si possa lamentare più di tanto, perché bisogna porre delle domande prima a sè stessi e poi al sistema.
P.P.S. Scusate, ho dimenticato un altro input di discussione: fino a pochi mesi fa c’era una battaglia  nei confronti del Ministro della Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini non in merito alle sue scelte in ambito di istruzione e ricerca (definirle catastrofiche sarebbe un complimento splendido), bensì per il fatto che sia nata a Brescia ma laureata a Reggio Calabria (ateneo da lei ritenuto più semplice rispetto a quello milanese o bresciano). Non vi sembra un po’ assurdo che chi abbia criticato l’ex ministro non accolga come una benedizione questa idea? Magari sono io ad essere nato sbagliato.

by dammik

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