L’Italia. Il paese ideale per la bicicletta?

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Secondo un’analisi del centro di ricerca “Transport & Mobility” l’Italia potrebbe trarre enormi benefici economici e di immagine incrementando l’uso della bicicletta e tutti i servizi ad essa legati. La valutazione qui dovrebbe portarci a riflettere non solo sulle scarse strutture che il paese mette a disposizione dei ciclisti, siano essi cittadini o cicloturisti, ma anche sul senso civico delle singole persone e in particolare di chi si trova alla guida di un’automobile. Dovremmo in sostanza, anche in questa fetta di realtà sociale, ripensare al nostro modello educativo. Di questa settimana infatti è l’inchiesta di Wired.it realizzata a Bologna. Nell’articolo, se da un lato si sottolinea l’efficienza delle ciclabili (sicuramente migliorabile, ma buona considerando gli standard italiani), soprattutto riferendosi alla realizzazione della prima tangenziale per biciclette in Italia, dall’altro si mette in luce la grande inciviltà degli automobilisti e pedoni che letteralmente non considerano lo spazio dedicato alle biciclette.

Quindi sì, l’Italia è perfetta per l’uso della bicicletta, è perfetta per ciò che ha d’offrire e da questo potrebbe trarre più di 14.000 posti di lavoro ci dicono da Bruxelles ma girando per le nostre città è chiaro che “la filosofia del ciclista” non è nel sangue italiano. Opportuno sarebbe uno studio su come poter incitare i cittadini all’uso della bicicletta e allo stesso tempo educarli a una guida più rispettosa.

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