L’insostenibile leggerezza dell’essere

iscrivetevi a:

http://www.facebook.com/pages/oltreilguardo/210146735666420
Qualche giorno fa il ministro per la Pubblica Amministrazione e l’innovazione Renato Brunetta ha lasciato un convegno sull’innovazione a cui era stato invitato in qualità di relatore in seguito all’ingresso di un gruppo di precari recatisi in quel luogo per porgli delle domande (ovviamente provocatorie). Egli ha definito queste donne e questi uomini, cito: “L’Italia peggiore”. L’argomento è stato trattato da tutti i giornali e i telegiornali nazionali, persino il Papa si è interessato della vicenda. Ovviamente ognuno è libero di pensare quello che meglio crede ed esprimerlo nel modo migliore di cui è capace, ma a me questa affermazione ha colpito molto. Non vivo direttamente, al momento, questa situazione in quanto sono ancora uno studente. Il precariato, l’instabilità economica da esso derivante, sono a mio modo di vedere una colpa dei politici. Molti degli attuali lavoratori precari non erano nemmeno nati quando con la Legge n. 230 del 1962 il Parlamento legiferava in merito alla nascita di contratti di lavoro a tempo determinato. La Democrazia Cristiana, con il presidente del consiglio Fanfani, governava il paese. Altre modifiche al testo sono avvenute nel 1983 e nel 1987. A governare il paese c’erano, rispettivamente, ancora Fanfani e il buon Bettino Craxi. Stiamo parlando di uno dei 330 firmatari del Documento sulla razza di fascista memoria e di un pluricondannato per finanziamenti indebiti, due persone rispettabilissime. Arrivando ai nostri giorni ci sono state modifiche “europizzanti” sull’argomento con il Decreto Legislativo 368/2001 ad opera del governo Berlusconi II (inutile fare riferimento alle vicende giuridiche di quest’ultimo).
Nel sopracitato decreto si legge all’articolo 1: “E’ consentita l’apposizione di un termine alla durata del contratto di lavoro subordinato a fronte di ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo.”. Una delle applicazioni peggiori di questa norma è il termine del rapporto lavorativo per le donne che richiedono la maternità. Esse possono veder concluse le loro prestazioni lavorative al rientro dalla pausa “biologica”. Le conseguenze le lascio trarre a voi. Il mio articolo finisce qui, però voglio fare un commento personale: questa che lei, ministro, definisce l’Italia peggiore è il frutto di governi retti da razzisti, pluricondannati e uomini di dubbia morale (mi limito a ciò). Forse l’Italia peggiore è, o è stata, un’altra.

Altro: Inchiesta dell’Espresso su Brunetta

Dammik

Precedente QUANDO SAREMO FRATELLI UNITI il nuovo album capolavoro di Mimmo Cavallo Successivo Suicidi sul posto di lavoro: l’apice di una DEPRESSIONE SOCIALE