Lega: sciacallaggio ideologico?

La lega nord nei giorni antecedenti la celebrazione dell’unità d’Italia non fa che alimentare l’astio e l’avversione verso un simbolo ed uno stato, ma nello stesso tempo dimostra come sia  da questi   dipendente.

Il fenomeno di radicamento della lega è molto interessante per svariati motivi. Non si fa che parlare spesso della lega, come del partito che più risponde alle esigenze del cittadino; ma non si dovrebbe tener conto del fatto che tali esigenze sono inoltrate da un cittadino già plasmato ideologicamente?. Ma come riesce ad ottenere tutto questo? Come è possibile che ciò che non è riuscito a fare lo stato italiano per 150 anni sia riuscito a farlo un partito politico in 25?

Beh la lega, dal punto di vista della macchina del consenso, si è mostrata il partito più moderno d’Italia, creando una forte adesione emotiva e rituale da parte dei suoi adepti in una sorta di inquadramento corporativo. Un’entità geografica, la “Padania”,  che politicamente non ha mai avuto una propria espressione statale, ma che riesce a muovere torme di gente per il rito della raccolta dell’acqua alle sorgenti del Po. La lega ha creato la mitologia del popolo oppresso -si pensi del resto al loro inno- , ha creato persino delle ragioni storiche strumentalizzando un solo  -se pur importante- episodio, quello di Alberto da Giussano e la lega dei comuni. Immaginiamoci se ogni entità territoriale italiana si mettesse a vantare le proprie origini politiche in una propria ribellione al potere, cosa accadrebbe alla Repubblica Napoletana, cosa accadrebbe in Sicilia, la Repubblica Fiorentina, i guelfi e i ghibellini ecc.. e se si andasse a cercare la propria origine in un’antica entità territoriale, che di fatto politicamente è esistita? mi riferisco alla lega sannitica contro i romani, il Regno di Napoli ecc.., speculazioni eugualmente sciacalle, ma che di fatto stanno avvenendo, basta fare un giro sui vari forum della rete.

L’altra grande ideologia che la lega ha creato è quella del Nord del Paese perennemente  in moto produttivo contro un Sud in continua decrescita. Ma quella forte crescita del nord del paese è stata dovuta, forse, anche all’emigrazione di meridionali o no? D’altra parte va detto che si è investito molto di più sulla parte settentrionale del Paese basti pensare all’investimento sui sistemi di trasporto (ancora oggi la tratta ferroviaria Napoli-Bari è inefficiente). Ma se ogni meridionale si mettesse a lamentare le inadempienze del proprio sistema, le carenze, gli accordi , i soprusi che ha dovuto subire condendolo con un po’ di storia? Paradossalmente poi il Nord del Paese deve la sua ricchezza ad una serie di fattori, tra i quali,  vantaggi economici come interventi statali, investimenti, sovvenzionamenti (quindi paese-Italia) ecc.., e anche dal commercio con il Sud del paese in un sistema economico ormai integrato e indissolubile (questa è una realtà di fatto dimostrata da diversi studi mai ammessa o solo pronunciata da un leghista). Ma è proprio vero che il leghista lavora sempre, o è anche predisposto a festeggiamenti e  bivacchi che sostanzialmente  si attribuiscono essere tipici dei costumi meridionali? Ma sarà umano questo super-uomo del Nord?  Fanno pensare quelle grandi adunate con bandiere padane e tanto di  sfarzosa abbondanza di prodotti enogastronomici con prosecco a fiumi. Fa pensare anche il fatto che Castelli dica in una trasmissione televisiva (AGORA’), di non poter festeggiare  e dover andare a lavorare il giorno dell’Unità d’Italia, con tanto di fredda arroganza e mimica facciale tendente all’eroismo (alquanto ridicolo in realtà) . Ma secondo voi andare ad inaugurare una fiera di artigianato è un vero e proprio lavoro ? Fa riflettere e soprattutto sembra offensivo nei confronti di chi lavora nei campi con la schiena ricurva, magari anche nella ricorrenza dell’Unita d’Italia.

Martin


 

 

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