Le pietre parlanti

Il Duomo di Molfetta è stato costruito tra il XII-XIII sec. Ad oggi presenta una facciata ad occidente tronca (la principale), molto probabilmente non completata o forse un’entrata secondaria. Nel complesso, tutta la sua stratificazione, si configura come uno dei più affascinanti esempi di ibridismo medievale sul suolo pugliese.  La copertura a cupole, molto anomala in questo periodo, ma riscontrabile soprattuto in questa regione, ci proietta verso oriente, come anche i piccoli archetti ciechi presenti sulla facciata absidale. Le cupolette hanno la particolarità di alludere alla struttura del trullo nella loro copertura esterna, elemento questo presente in molte chiese della zona. Altra anomalia  la presenza di due torri, delle quali una aveva funzione campanaria,  l’altra era una torre di avvistamento. L’intero edificio, oggi circondato su un fianco da una banchina, un tempo si stagliava sul mare; lo si incontra quasi per caso, sebbene sia molto visibile dal mare, addentrandosi nelle vecchie stradine del borgo.

Si tratta di veri e propri gioiellini architettonici, piccoli ritagli di storia che si incagliarono lungo le arterie delle vie di pellegrinaggio,  nei polmoni di questi bellissimi borghi marinari popolati -ormai si potrebbe quasi dire “un tempo”- dalla vivacità istrionica dei pescatori; realtà in cui le pietre si sono meravigliosamente conservate congelando i tempi storici.

Quando si viene da queste parti, le forme del mediterraneo tutto, anche quelle non propriamente cristiane, si fondono generando uno strano riverbero, quasi un’eco narrante di tempi lontani che ci apre gli orizzonti verso il mare, verso l’ignoto …verso altro.

Martin

Profilo esterno cupole

Torri campanarie

 

 

Finestra parete absidale
Facciata

 

Mascherone

 

campanile
archetti arabi
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