La politica nel Parlamento 2.0

L’articolo di oggi tratterà di un argomento estremamente delicato e complesso. Non sono un tecnico e spero di non spararare troppe stronzate, in caso contrario c’è un tasto fantastico qui sotto con scritto Commenta. È molto carino, provate ad usarlo.
Stiamo vivendo una fase economica estremamente concitata. Grecia e Italia rischiano un tracollo clamoroso, per motivi diversi, e con loro rischiano tantissimo le due economie trainanti europee: Francia e Germania. La situazione è, usando un eufemismo, drammatica. Non si tratta di esuberanza catastrofista, ma di semplice analisi dei fatti di questi ultimi giorni. Se i due stati dell’Europa centrale si sono riempiti le tasche con l’acquisto dei titoli di debito greco, non dipende sicuramente da me come da tutti voi.
Tralasciamo la questione morale, in cui ci troviamo a patire grandi e gravi misure economiche per la speculazione di ignoti investitori su soldi che non esistono nemmeno, ma poggiamo l’attenzione sulla situazione italiana.
Ci troviamo di fronte ad un nuovo ddl sviluppo da far approvare in tempi estremamente brevi dal nostro parlamento per evitare ulteriori crolli della borsa. E cosa succede in questo meraviglioso stato? Il nostro Premier pone la fiducia su questa manovra. Questa scelta potrebbe sembrare di responsabilità, peccato che sia tipo la cinquantesima da inizio mandato (e siamo solo a metà dello stesso).

Siamo alle prese con la storia del pastore che grida sempre “Al lupo! Al lupo!”. Sapete cosa succede al povero pastorello? Le pecore vengono sbranate e lui non riceve l’aiuto di nessuno poiché nessuno dimostra più fiducia nelle sue parole. Ritorna la questione fiducia. Essa non possiede più alcun valore politico al momento, ma ne ha uno molto interessante per molti degli sciacalli che siedono nel nostro parlamento. C’è, ad onor del vero, una dicotomia di valori. Da una parte abbiamo gente che non ha il benchè minimo interesse nel miglioramento delle condizioni statali ma ha enorme interesse nell’aumentare il proprio potere d’acquisto. Massì definiamolo così. Ecco che quindi inizia la solita sfilza di parlamentari che minacciano l’abbandono della maggioranza che puntualmente non avviene. Indovinate per quale motivo? Chiedere a Scilipoti per ulteriori informazioni. L’unico altro significato di queste affermazioni di abbandono che io riesco a trovare è dovuto alla volontà di sembrare diversi rispetto alla massa. Il motivo? Bè, nel caso in cui dovesse essere riscritta la legge elettorale, i cittadini si troverebbero a scegliere il proprio candidato in maniera diretta. Sapete che botta di immagine per questi grandissimi politici?
Ci troviamo, quindi, di fronte ad una classe politica di sciacalli o di arrivisti. Che culo! (scusate se concludo così l’articolo ma dopo otto ore di lezione non mi veniva una conclusione migliore).

Mick

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