La legge di Socrate

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C’è un detto popolare che mi ha sempre fatto molto sorridere: “L’Italia di Pulcinella”. Un’Italia bella, bellissima, un po’ scanzonata. Un’Italia che non sa o forse finge di non sapere. E c’era una volta l’Italia di Socrate. So cosa state pensando: come l’Italia di Socrate? Il filosofo non ha vissuto in Magna Grecia bensì ad Atene. Cosa c’entrano l’Italia e Socrate dunque vi chiederete? Ve lo spiego tramite un dialogo, fittizio ovviamente, tra lui e alcuni personaggi di spicco della politica italiana. Immaginate che egli cammini lungo le vie della Liguria e incontri Sc e inizi a disquisire con lui come era solito fare.
So: “Dunque lei è un politico e, dunque, un filosofo. Cosa sa?”.
Sc: “Io so di non sapere.”.
So: “Come sa di non sapere?”.
[Pensiero di Socrate: “Cazzo di solito sono io ad arrivare a questa conclusione e a smontare tutte le loro fasulle credenze, questo mi spiazza.”].
Sc:”Non sapevo che la casa in cui vivo a Roma l’avesse pagata Anemone, mi dimetto dal mio incarico di governo perché devo impegnarmi nella mia difesa.”.
Ancora spiazzato dalle risposte di Sc, il nostro Socrate va via. Da buon peripatetico, egli cammina, e dalla Liguria arriva addirittura nel Lazio, precisamente a Roma. Passa del tempo, circa otto mesi, e, ormai stanco, si riposa all’ombra di Palazzo Madama. Qui vede uscire un uomo con una specie di esercito al suo fianco. Socrate è colpito da questa marea di gente e decide di avvicinarsi. Si presenta al personaggio al centro del gruppo.
So: “Buongiorno, mi chiamo Socrate, sono un filosofo. Lei è un politico?”
Po: “Salve, sì sono un politico, il mio nome è Te.”.
So: “Posso porle delle domande?”.
Te: “Certamente, però faccia in fretta perché sono atteso ad un importante pranzo nella sede del partito.”.
So: “Certo, sarò velocissimo anche se il mio discorso necessiterebbe di più tempo per essere sviscerato fino in fondo. Comunque, lei è un politico e dunque un filosofo. Cosa sa?”.
Te: “So di non sapere.”.
Socrate rimane pietrificato, anche costui sa di non sapere. non si era mai visto uno Stato in cui regnassero davvero dei filosofi, perché solo i veri filosofi potrebbero dare delle risposte simili ad una domanda così difficile. Socrate ancora sotto shock, continua.
So: “Come sa di non sapere?”.
Te: “Non so assolutamente perché i magistrati di Bari stiano indagando su di me. È una persecuzione nei miei confronti. Mantengo la mia nomina a senatore di questa nazione perché non sono colpevole.”.
Socrate ringrazia per avergli concesso del tempo e si allontana rimuginando.. L’Italia deve essere davvero un paese perfetto, hanno dei politici davvero in gamba.
Camminando per le vie di Roma, una macchina molto grande gli passa di fianco, rallenta e si ferma qualche metro più avanti. Un finestrino si abbassa. Un uomo si affaccia.
Uo: “Salve caro barbone, sono un importante politico italiano. Ha bisogno di una mano?”.
So: “In realtà non sono un barbone, sono un filosofo e passeggiavo per le vie di questa splendida città. Ma lei come si chiama?”
Uo: “Io sono Be. Mi dica ha bisogno di qualcosa? Un passaggio? Vuole che le offra il pranzo? Necessita di 45.000 euro per aprire una sua attività?”.
So: “Lei è gentilissimo signore, mi lusinga con le sue proposte ma io davvero non necessito di nulla, solo di porle delle domande.”
Be: “Bè mi dica, sono a sua completa disposizione.”.
So: “Lei è un politico, quindi anche un filosofo. Cosa sa?”.
Be: “Io so di non sapere.”.
Socrate non può credere alle sue orecchie. Non sa chi siano gli altri due politici con cui ha parlato, ma questo è un grande esponenente del governo italiano. Tutti e tre hanno dato la stessa risposta, una risposta stupenda, da filosofi. L’Italia è davvero un paradiso.
So: “Cosa non sa?”.
Be: “Non sapevo che fosse minorenne e che non fosse la nipote di Mubarak, non so per quale motivo sia indagato in così tanti processi. Sono una persona rispettabile e lavoro solo negli interessi dello Stato. È tutta colpa di questa magistratura, cancro della società italiana.”.
So: “Grazie mille per la risposta.”.
Be: “Si figuri e si ricordi di votare per me alle prossime elezioni.”.
Socrate continua a pensare, a pensare.
Vi ricordate il dilemma di cui parlavo all’inizio? L’Italia sa o fa finta di non sapere? Socrate ha trovato la sua risposta.

Dammik

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