JAMES BLAKE – ECHOES


E’ una rivelazione, questo è certo. La BBC lo ha già inserito al secondo posto del suo “Sound of 2011”, la classifica che individua i talenti musicali dell’anno. Non serve però un parere autorevole per cogliere la freschezza innovativa del sound di James Blake, giovane musicista e produttore londinese. Faccia pulita, semplicità, Blake è genuino come la sua musica che scorre senza limiti e si insinua con la grazia dell’ acqua cristallina nei meandri degli stati d’animo. Ero in macchina quando in radio fu passato il brano “Limit to your love”, vero fiume emozionale. Il brano passava in radio, al termine di un’ intervista, su gentile consiglio di Boosta dei Subsonica che ritiene questo artista una grande promessa del panorama musicale europeo. Un ascolto non semplice, per uditi sopraffini, e un brano degno di grande charme, degno di apprezzamento per quella modulazione sonora che si svela con eleganza, in un impasto di piano- voce che lentamente si evolve e disintegra in sonorità dubstep. Il pezzo è una cover del noto brano di Feist, tuttavia, a rigor di verità, Blake regala una versione più cerebrale che colpisce sicuramente per la forma “incerta” delle sue ritmiche. Si può parlare di un impasto contemporaneo che fonde minimalismo elettronico ( Blake campiona la sua voce, la dissimula nelle forme sintetizzate del vocoder), con la tradizione della musica soul . C’è chi già lo ha paragonato ad Arthur Russell e per le sonorità vocali ad Antony Hegarty, in ogni caso c’è chi preferisce godersi l’ascolto del suo album in modo libero, magari diventando un po’ nostalgico, chiudendosi tra le cose quotidiane e gli affetti del proprio piccolo mondo. E’ un album di quiete e ricerca, l’ascolto procede rilassato sussultando talvolta per forme dalla ritmica sincopata, ma quello che arriva dritto alla mente è l’urgenza espressiva fatta di semplicità. “Wilhelms Scream” è uno dei brani che ho ascoltato più volte. “Why don’t you call me” mi ha fatto ritornare indietro con la memoria a sensazioni vissute e alle struggenti preoccupazioni giovanili di una chiamata mai giunta.
“Measurements” mi ha fatto pensare addirittura ai canti schiavisti per la sua contenuta spiritualità. James Blake è giovane, sente il richiamo dello sperimentalismo, eppure la sua musica non ha nulla dell’ avventatezza della giovane età , anzi ci dimostra come la semplicità gioviale dello spirito di un ragazzo possa rivelarsi ed esprimersi con grande maturità. L’album è ECHOES e io vi lascio al suo ascolto.

Vanna



TRACKLIST

1. Unluck

2. Wilhelms Scream

3. I Never Learnt To Share

4. Lindesfarne I

5. Lindesfarne II

6. Limit To Your Love

7. Give Me My Month

8. To Care (Like You)

9. Why Don’t You Call Me

10. I Mind

11. Measurements

 

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