Il centauro dalle ginocchia impolverate

Ciao a tutti. Era un bel po’ che non scrivevo vero? Bene ora terminerò il mio silenzio per parlare di qualcosa di meraviglioso: le passioni. Se siete visitatori abituali di questo blog (se non lo siete lo diventerete istantaneamente), vi sarete resi conto del fatto che io sia un grande appassionato di politica. Non dei teatrini dei nostri giorni, ma di quella con la P maiuscola, di quella che modifica in maniera positiva la vita dei cittadini. Ho anche altre parrioni, però. So che non si direbbe ma è proprio così!

Sono qui oggi per parlare di sport. Gioco a pallacanestro da quando ho 6 anni e vedere i miei atleti preferiti in tv piuttosto che dal vivo mi ha sempre dato tantissimo. Alla fine è proprio lo sport che segna, a mio modo di vedere, la vita delle persone. Impari il rispetto, la fatica, il dolore, la gioia, il lavoro di squadra. Elementi facilmente riscontrabili in qualsiasi sport, anche quelli individuali. Se io povero giocatore dilettantistico di pallacanestro sono riuscito a capire ciò (vi assicuro che il mio QI non è il più elevato sul pianeta per fare un eufemismo), figuratevi atleti di caratura mondiale come siano forgiati su questi valori. Prima parlavo di passioni se non ricordo male. Anche Sic ne aveva una: la velocità. Non gli interessava fosse in moto o in macchina, in pista o su sterrato, lui voleva correre, un po’ come Forrest Gump. E vincere. Oh se voleva vincere! Campione in 250 cc, ragazzo di 20 anni che fa cazzate come me, i miei migliori amici, i miei compagni di università, ma con un talento fuori dal mondo per quella cosa su due ruote che va fino ai 300 km/h. Tanto lupo famelico all’interno del circuito, tanto indifeso agnellino nei paddock. Non era simpatico a tutti ma daltronde chi è simpatico a tutti su questa terra? Grinta, a palate, proprio quella grinta che gli ha fatto tentare di tirare su una moto ormai quasi caduta e che invece lo ha fatto cadere da un piedistallo fantastico ma, purtroppo, certe volte troppo fragile. Questo articolo non vuole essere il solito ricordo perbenista su un defunto. Vuole essere il ricordo di un tifoso per un pilota che è riuscito con il suo talento a vincere tanto. E poi chi può dimenticare il programma con Ringaccio. Ah che tempo trascorso in macchina ascoltandolo!

Sono centauri, esseri mitologici. Spaventano gli uomini perché diversi dalle forme di vita che loro sono abituati ad incontrare ogni giorno, ma in realtà i centauri sono molto simili agli uomini. Solo ora la gente sembra rendersene conto.

Ah un’ultima cosa prima di lasciare la parola alle vostre riflessioni: non so se siano indiscrezioni o meno, ma ho letto su internet che Sic verrà cremato. Diventerà la polvere che in tutti questi anni ha visto sulle sue ginocchiere e riderà di tutto ciò.
Ciao Campione.

 

 by Mick

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