Il pittore che disse no ai pennelli: Jackson Pollock

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Jackson Pollock, pittore americano, è considerrato l’inventore dell’action painting. Tale tecnica si avvale dell dripping, tecnica che consiste nel far sgocciolare il colore su una superfice collocata per terra; tutto ciò avviene in movimento, per cui action painting (pittura d’azione). Pollock lavorava tuttavia seguendo un istinto interiore, la sua performance prevedeva una vera e propria danza -non diversa da quella di uno sciamano-  che traeva energia dal contatto con la terra. L’artista utilizzava l’evento per fuggire dal mondo materiale e connettersi con un cosmo tutto interiore:

“Quando sono dentro i miei quadri, non sono pienamente consapevole di quello che sto facendo. Solo dopo un momento di presa di coscienza  mi rendo conto di quello che ho realizzato. Non ho paura di fare cambiamenti, di rovinare l’immagine e così via, perché il dipinto vive di vita propria. Io cerco di farla uscire.”

E’ evidente nei suoi lavori la costante ricerca di una porta verso il proprio inconscio; questo avveniva attraverso un vero e proprio rito iniziatico (molte volte il processo aveniva anche attraverso l’abuso di alcol). Una fuga dal teatro del mondo per entrare nella propria opera e in se stesso; non sembra assurdo il paragone con la coeva scrittura di Jack Kerouac,  scrittore non a caso ritenuto inventore della prosa spontanea.

Oggi ricorre il centenario della nascita dell’artista.

Martin

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Informazioni su Martin_oig

Il mio nome è Michele Porcelluzzi, sono uno studente e appassionato di storia dell'arte con l'hobby della scrittura (tra i tanti). Mi piace scrivere -ahimè- di cattiva conservzione del patrimonio culturale, storia dell'arte, cultura in generale, letteratura, segnalazione di eventi, segnalazione di artisti ecc.. Il campo in cui mi muovo per passione è soprattutto il Seicento, il secolo di Caravaggio, Bernini e molti altri. Tuttavia adoro e amo davvero tutta l’arte, dai graffiti rupestri alla Merda d’artista contatti: http://martin-oig.blogspot.it/

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