Il paradosso della gentilezza

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Non volevo parlarne, mi ero ripromesso di non farlo. I commenti che sarebbero scaturiti da un mio articolo sull’argomento sarebbero stati sempre gli stessi, quelli di una vita: sei il solito cattocomunista, parli con lo stampino e bla bla bla. Dopo oggi pomeriggio, però non posso esimermi.

Venerdì sera c’ero anch’io sotto il diluvio universale per ascoltare il concerto per la fine della candidatura di Giuliano Pisapia. Sono andato lì con un caro amico credendo che tutto fosse annullato, che non ci sarebbe stato nessuno in piazza. E invece, come in una favola, il protagonista viene stupito: il concerto c’era e la piazza era gremita come se ci fossero stati 35° C e ci fosse Madonna sul palco. Peccato che su quel palco non ci fosse nessuno senonché i sostenitori di un politico, Giuliano Pisapia. Fare commenti in merito alla sua preparazione politica, al suo scontro con Letizia Moratti, sinceramente non è nei miei interessi (modo gentile per dire che non me ne frega un cazzo ndr). Quello di cui vorrei parlarvi è ciò che consideravo scetticismo. Il mio caro amico diceva: “Guarda quanti ombrelli, è davvero cambiato qualcosa”. Io ero troppo disilluso da promesse mai mantenute o mantenute solo parzialmente. Ero felice del risultato del primo turno delle amministrative ma lo ritenevo qualcosa di quasi irripetibile. Però quel mare di ombrelli era davvero bellissimo e la pioggia rendeva quelle persone strane, quasi indemoniate, bruciavano di un fuoco che riscaldava l’atmosfera. C’è stato sabato, domenica, le votazioni, i dati sui flussi, in calo, in crescita, in pari, il lunedì.
Oggi. Alle 16 c’era un primo dato: Pisapia in vantaggio. La fibrillazione cresceva con il passare dei minuti, il dato si consolidava. La vittoria. Sono andato in piazza del Duomo per festeggiare la vittoria del sindaco della città in cui vivo ma per cui non posso votare. L’arancione è sicuramente un colore che colpisce ma volete sapere cosa mi ha colpito di più? La domanda, ovviamente, è retorica e vi risponderò lo stesso….. i sorrisi. Quando sono salito sulla metro era stracolma, la gente non riusciva nemmeno ad entrare nei vagoni. Situazioni simili si vivono solamente durante gli orari di punta e anche se non sono un grande frequentatore di metropolitana, vi posso assicurare che la gente o scappa a lavoro o ci scappa per tornare a casa. Sono tutti tirati, tutti corrono. Stasera tutti sorridevano, i miei coetanei con le loro dolci metà si baciavano allegramente e i signori più anziani li guardavano con un tocco di invidia. Non è un’immagine smielata, ma forse è davvero questa la forza gentile che ha cambiato il vento.

Dammik

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