Il Colosso di Barletta: cattiva conservazione?

Il colosso soprannominato Eraclio è un bronzo tardo antico ospitato   dalla cittadinanza di Barletta  sin dal trecento, ma qui esposto agli occhi dei visitatori dal quattrocento. Ed è prorpio sullo scadere di questo secolo che l’umanista Pomponio Guarico, straordinario personaggio eclettico, dilettante d’arte, quasi un Vasari meridionale, lo contemplava con entusiasmo all’indomani della sua partenza per la Grecia (citato all’interno della sua opera De sculptura). Si tratta di uno splendido bronzo risalente al V sec. d. c., unico nel suo genere poichè   la sola raffigurazione pervenutaci di  un imperatore del tardo impero,  riconducibile alla tipologia di colosso. Il nostro condottiero, stando ai confronti con le monete e con i dittici appartenenti a personaggi importanti di quest’epoca, dovrebbe collocarsi cronologicamente durante il regno degli imperatori Teodosio II e Valentiniano III quindi 408-455 circa.

 
Siamo nell’ultimo impero,  un periodo di lotte e decadenza in cui l’organizzazione statale aveva ormai perso la propria compattezza ed il territorio era continuamente vessato dalle minacce barbariche; un impero ormai diviso in due compagini quella orientale e quella occidentale.  In questo periodo si cercava di divinizzare le effigi  imperiali caricandole di tratti ultraterreni, affinché il sovrano fosse sublimato ad essere anche guida spirituale dell’impero (fenomeno sviluppatosi già dal periodo costantiniano). Tutto questo è ottenuto mediante stilemi tipici di quest’epoca, ossia, l’inspessimento delle masse corporee a delineare quasi un titano,  la realizzazione dei connotati fisionomici ottenuti con poca icasticità per conferigli un aura di sacralità.  I singoli tratti  emanano una forte austerità; si veda l’importante irrobustimento della mandibola,  la semplificazione formale della bocca e la chioma a calotta contenuta dalla corona. Tutti elementi lontani dalla resa naturalistica della precedente ritrattistica romana .

Ma perchè cattiva conservazione?

Ho voluto in breve indicare le peculiarità di questo colosso, ora vorrei esporre i motivi per cui si trova in condizioni precarie. Sebbene la sua collocazione attuale si sia sedimentata nell’immaginario collettivo della cittadinanza, fornendo interessanti leggende popolari, il colosso  nonostante la sua mole e la sua imponenza, teme la pioggia e a causa dello smog respira male. Non  si vuole fare ironia, il bronzo presenta i primi segni di corrosioni dovute alle piogge acide e allo smog. Ora, prima di procedere con un restauro -e ben venga questo- non si dovrebbe contemporaneamente agire sul fatto che le piogge acide e il forte smog -sicuramente presenti in quella strada trafficata- non  fanno che danneggiare  maggiormente  il nostro Colosso? E che lo stesso restauro sarebbe quasi inutile se non si prendessero le dovute misure preventive? Le soluzioni  potrebbero sembrare blasfeme a chi si sia abituato a vederlo ergersi  trionfalmente nel suo attuale posto, ma si tratta di soluzioni adoperate in molte città italiane che sono così fortunate da ospitare opere di un tale spessore. Si pensi al caso  celeberrimo del David di Firenze, alloggiato da tempo nella Galleria dell’Accademia, e sostituito in piazza della Signoria con una copia. Per la soluzione riguardo al fenomeno smog si dovrebbe pensare invece alla chiusura al traffico di quella strada così carina,   e magari alla creazione di un’area pedonale? forse quest’ultima, -ma dovrebbero essere dei tecnici a dirlo- sarebbe la migliore; anche in vista della conservazione ottimale della Basilica del Santo Sepolcro. Ma la domanda che sovvien spontanea  è la seguente: ci sono stati efficaci monitoraggi in questi anni?

Martin

Per info sui fenomeni inquinanti:

http://www.las.provincia.venezia.it/discscien/chimica/iperqualitaria/pioggeacidemonumenti.htm



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Informazioni su Martin_oig

Il mio nome è Michele Porcelluzzi, sono uno studente e appassionato di storia dell'arte con l'hobby della scrittura (tra i tanti). Mi piace scrivere -ahimè- di cattiva conservzione del patrimonio culturale, storia dell'arte, cultura in generale, letteratura, segnalazione di eventi, segnalazione di artisti ecc.. Il campo in cui mi muovo per passione è soprattutto il Seicento, il secolo di Caravaggio, Bernini e molti altri. Tuttavia adoro e amo davvero tutta l’arte, dai graffiti rupestri alla Merda d’artista contatti: http://martin-oig.blogspot.it/

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