Giardini verticali: un esempio presso l’ex carcere delle Murate di Firenze

Il nuovo modo per riqualificare il grigiore delle città

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E’ stato da poco terminato il giardino verticale presso il complesso dell’ex carcere delle Murate di Firenze, simbolo, nel capoluogo toscano, della riqualificazione edilizia. Certamente il binomio architettura-natura non sarà la soluzione a tutti i mali della cementificazione selvaggia e del degrado urbano, ma, come si potrà notare dal confronto di queste immagini, sembra essere un ottimo rimedio per dare un diverso tono alle nostre città. L’idea di far crescere piante lungo i setti murari (previo allestimento di strutture specifiche), mutuata sicuramente dai mitici Giardini pensili di Babilonia, fu concepita da Patrick Blanc, il quale, osservando la crescita delle piante sulle rocce o nel sottobosco, concluse che, quando alcune specie di esse vengono regolarmente bagnate, tendono a mantenere le proprie radici in superficie, evitando così di danneggiare le strutture che le contengono. Fu così che, ovviando a tali problemi, lo studioso iniziò a sviluppare i primi sistemi leggeri da allestire lungo le pareti degli edifici prescelti. L’esperimento fiorentino si qualifica pertanto come uno dei primi in Italia e qui di seguito potrete valutarne il risultato.

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