ELOGIO ALLA DIVERSITÁ : ELOGIO DEL LUPO

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La mia libreria contiene i più grandi capolavori della letteratura internazionale, ma tra Dante e Chaucer, Calvino e Roth spuntano piccoli volumetti mal rilegati. La copertina è un foglio di carta e non attirano certo l’attenzione eppure proprio quei libricini sono i miei preferiti. Un recente acquisto per la categoria è stato “Elogio del Lupo” [1]di Rafael Sanchez Ferlosio, edito da Stampalternativa. Ferlosio è un autore italo – spagnolo moderno, famoso per “El Jarama”romanzo con il quale ha vinto il premio Nadal. Autore di novelas, racconti, trattati politici e saggi letterari, poco tradotto e conosciuto da noi in Italia; intellettuale che sfugge ad ogni classificazione e che all’apice della sua gloria rifiuta tutto ciò che ha scritto, si ritira in un monastero di Madrid e rifiuta di dare alle stampe i suoi nuovi testi.
“Elogio del Lupo” racchiude una serie di racconti di Ferlosio pubblicati su varie riviste letterarie e raccolti dalla casa editrice Stampalternativa, con l’aiuto di Danilo Manera traduttore di molte opere dell’autore madrileno. Partiamo dal titolo, perché il lupo? Questo animale porta con sé un’etichetta: la malvagità. I motivi di questa classificazione però sono tutti sbagliati, l’uomo vede l’aspetto negativo del lupo perché non può essere domato, non è predisposto alla cattività e alla servitù. In realtà, come Danilo Manera rileva nella prefazione ai racconti di Ferlosio, il lupo è forse l’animale più predisposto all’amore verso i suoi simili e dissimili, ne abbiamo moltissimi esempi in quei bambini che da quest’animale sono stati cresciuti. Ferlosio ha studiato vari casi, fra cui quello di Victor de l’Aveyron e di Kamala. Cresciuti da lupi e rientrati solo in un secondo momento alla vita “civilizzata” dell’uomo, questi ragazzi hanno avuto seri problemi a reintegrarsi e questo perché non è difficile dare un sistema di valori e un’educazione se non si sono mai ricevuti, è difficile invece dare queste cose a un bambino che li ha già. Questo prova che quell’animale che crediamo tutti malvagio è capace di un amore di cui, molto spesso, non dispone nemmeno l’uomo. I racconti di Ferlosio sono finalizzati a sfatare il pregiudizio sul lupo.Tre racconti, molto diversi tra loro, scritti in momenti differenti della vita dell’autore.
“Denti, polvere da sparo, febbraio” è il racconto di un lupo braccato e ucciso da alcuni cacciatori locali, stanchi di vedere sgozzate le loro pecore. Onore all’uccisore della bestia che è mostrata a donne inorridite e bambini divertiti. Alla fine al lupo è tolta la pelle, poi sistemata come un aquilone su due pezzi di legno. Il racconto si chiude con un’immagine poetica, che cancella quasi la brutalità dell’inizio: “Adesso tutti la potevano vedere dalla strada (…) dove il vento a tratti la faceva oscillare e girare lentamente”. Dopo poche pagine vi chiederete chi è davvero l’animale? “Sulle origini del cane” è un breve racconto di due pagine, in cui Ferlosio spiega la storia dell’amico dell’uomo per antonomasia e di come, lentamente le vite dei due si sono integrate. Il mio preferito però è “Il recidivo”. Un lupo, vecchio e stanco pronto a morire che si trascina fino alle porte del paradiso. La prima volta è rimandato indietro poiché ritenuto indegno, “come osi anche solo avvicinarti alle dorate porte della beatitudine?”chiede la guardia. Il lupo, a testa bassa, torna indietro smette di mangiare carne e si nutre di erba, si trascina reduce dalla vita. Certo di essersi redento, cammina verso le porte della città eterna ma qui è nuovamente cacciato con disprezzo. Quando per la terza volta, prossimo alla morte e desideroso di pace, muove verso il paradiso riceverà l’ennesimo rifiuto, il peggiore. “Adesso te ne andrai come le altre volte, ma per non tornare mai più. Questa volta non in quanto assassino. Non è nemmeno in quanto ladro. Ora è in quanto lupo”. Per Ferlosio quindi il lupo è l’emarginato, ritenuto malvagio dalla società ingiustamente solo perché non può essere messo in riga e si ribella all’omologazione, perché non può essere etichettato. Il lupo è il simbolo dell’individualità che non può essere sottomessa ed è pertanto denigrato e infine allontanato.

B&A


[1] Elogio del Lupo di Rafael Sanchez Ferlosio; a cura di Danilo Manera; edito da Stampalternativa; 2001.

 

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