Cornovaglia: covo di pirati e contrabbandieri

Tutti almeno una volta hanno sentito parlare della Cornovaglia, ma molti non sanno precisamente dove si trova e immaginano solo sia una regione remota dell’Inghilterra.

Anch’io facevo parte dei molti finché, dopo cinque mesi trascorsi a Bristol ad ascoltare con invidia le avventure dei viaggiatori incontrati per caso, ho deciso di noleggiare una macchina e partire per questa “lingua” di terra che si allunga a sud-ovest dell’Inghilterra, tuffandosi nell’Oceano Atlantico.

 La Cornovaglia è una terra affascinante e misteriosa al tempo stesso, ricca di piccoli villaggi di pescatori isolati dal mondo, che offrono riparo alle navi provenienti dalle tempeste oceaniche richiamandole con i loro immensi e romantici fari, quei fari che hanno ispirato i racconti di Virginia Woolf.

Ma la Cornovaglia, con i suoi castelli costruiti in posti del tutto suggestivi, offre molto anche agli amanti della storia e dell’archeologia, oltre ad essere un posto ideale per i solitari che amano perdersi nella natura, dove la brughiera si alterna a colli ricoperti di foreste per poi lanciarsi a picco nel mare, dove le scogliere da sempre hanno offerto un nascondiglio ideale a pirati e contrabbandieri.

Una bellezza che non si esaurisce mai, soprattutto d’estate quando giungono in massa surfisti da tutto il mondo che possono godere di spiagge bellissime e cavalcare le onde migliori dell’Inghilterra.

La macchina in questo caso è il mezzo ideale (eccetto per i parcheggi che sono tutti a pagamento) per esplorare un posto così aspro e selvaggio, avventurarsi in percorsi meno battuti e godere dei caldi colori autunnali che vanno dal giallo acido, al rosso più intenso fino al bordeaux.

Partendo dalla costa nord-est in prossimità di Plymouth e scendendo verso sud, ci si imbatte in due piccoli paesini molto caratteristi e diversi seppur molto vicini.

Il primo è Looe un villaggio di pescatori diviso dal fiume omonimo in due parti ben distinte: East Looe e West Looe  collegate  tra loro da un ponte di epoca vittoriana.

Nel porto è possibile trovare pescatori che si offrono di traghettare gente da un versante all’altro del fiume (a soli 50 pence) o effettuare gite per ammirare la costa cornica e la flora e fauna dell’isola di Looe. Alcuni pescatori inoltre offrono anche la possibilità di battute di pesca di qualche ora per gli appassionati.

La frequenza di queste uscite in mare è più o meno di ogni ora e la maggior parte delle volte basta prenotarsi scrivendo il proprio nome su piccoli registri o  fogli appesi in prossimità dei moli.

Subito dopo Looe, incastrato in un’insenatura, si trova Polperro, un altro villaggio di pescatori davvero grazioso, in passato famoso per il contrabbando di tè, tabacco e brandy.
Oggi è per lo più una località turistica frequentata d’estate, e quasi del tutto spopolata durante il resto dell’anno.

Non è da meravigliarsi se il porto appare come una distesa di fango con le barche inclinate su di un lato: in questa terra l’effetto delle maree è molto evidente e nel giro di poche ore può trasformare completamente l’aspetto di un posto.

Da visitare sono il museo dei contrabbandieri e la “Shell House”, una casa rivestita di conchiglie, oltre a  godersi l’alba sull’oceano passeggiando tra i sentieri che si arrampicano sulle scogliere.

Se ci si allontana per un momento dal rumore incessante del mare muovendosi all’interno di una ventina di minuti, si può visitare il Restormel Castle risalente al XIII sec. e noto per la sua pianta circolare. Il sito si presenta come un’oasi del silenzio sulla sommità di una collina, circondato da boschi e pascoli che fanno da cornice a questi resti. Nello spazio circostante il piccolo fossato, il prato e le numerose panchine sono ideali per un pic-nic e per rilassarsi un attimo a godersi il panorama.

Muovendosi verso sud si può trascorrere un giorno visitando l’Eden Project in prossimità si St. Austell e il Pendennis Castle, una delle più grandi fortezze corniche presso Falmouth.

Proseguendo ancora e attraversando la brughiera, si arriva al punto più a sud di tutto il Regno Unito: Lizard Point.

Nessuna descrizione renderebbe giustizia a questo luogo suggestivo e solitario (c’è sempre un parcheggio a pagamento ad aspettarvi!!!) soprattutto se si decide di raggiungere a piedi Kynance Cove seguendo il sentiero che costeggia le scogliere.

 Giunti nell’estremo sud non resta altro che risalire, muovendosi verso ovest in direzione di “Land’s End” il punto più ad ovest di tutta l’Inghilterra; prima però ci si deve assolutamente soffermare a St Michael’s Mount, la versione inglese di Mont St Michel in Francia. Se si è fortunati, con la bassa marea è possibile raggiungerlo a piedi tramite una sorta di passerella fatta di selciato che parte dalla spiaggia. In caso contrario basta farsi trasportare dalle piccole barche che per sole £2 permettono di approdare su quest’isolotto, alla cui sommità si trova la fortezza tuttora in parte abitata.

 Se si ha abbastanza tempo, ripartendo da Lands End si può raggiungere St Ives percorrendo in auto la strada secondaria B3306 che segue la costa cornica ovest e passa attraverso piccoli paesini come St Just, Pendeen, Zennor e vicino le vecchie miniere di stagno di Geevor.

A St Ives non si può far altro che passare la notte e addormentarsi in questo posto fuori dal tempo e dal resto del mondo. È uno dei paesini più romantici della Cornovaglia col suo porticciolo affacciato sull’oceano, sopravvissuto a mille tempeste, molte delle quali sono documentate con mille foto all’interno delle locande più frequentate.

Un consiglio è quello di parcheggiare l’auto fuori dal centro storico  perché questo è a traffico limitato e munito di telecamere. L’immensa spiaggia di sabbia è meta di bagnanti nei mesi più caldi ed è il posto perfetto per godersi un tramonto in riva al mare. In qualunque punto ci si trovi non passa inosservato l’isolotto con il “Godrevy Lighthouse”, il famoso faro del romanzo di Virginia Woolf.

Risalendo la costa occidentale verso nord si passa da Newquay, una delle mete migliori per fare surf e continuando non ci si può non fermare a Tintagel per visitare i resti del castello medievale costruito sul promontorio dove, secondo la leggenda, sarebbe nato Re Artù. È un posto che toglie il fiato se solo si cerca di immaginare come abbiano fatto in passato a costruire questa fortezza in un posto così tanto impervio. Nonostante oggi del castello rimangano solo i resti, la sensazione di libertà che si prova stando seduto sulla cima del promontorio ad osservare l’oceano e a respirarne la brezza  portata dai venti di terre lontane, vale tutto il prezzo del biglietto.

 Testo e Foto di

 

 Mariano Doronzo.

 Vive e lavora a Bristol.

 twitter.com/MarianoDoronzo 

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