Bauhaus: l’arte popolare e collettiva per tutti

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L’occhio aperto e l’orecchio vigile trasformeranno le più piccole scosse in grandi esperienze.

Wassilj Kandinskij

…Non c’è alcuna differenza essenziale tra l’artista e l’artigiano, l’artista è una elevazione dell’artigiano, la grazia del cielo, in rari momenti di illuminazione che sfuggono al controllo della volontà, fa fiorire l’arte incoscientemente, mentre, la base del mestiere è essenziale per ogni artista. Così si trova la fonte della creazione artistica.

-Walter Gropius dal manifesto del Bauhaus di Weimar, aprile 1919-

Nell’Aprile del 1919, il manifesto programmatico scritto da Gropius, rendeva pubblica la nascita del Bauhaus Statale di Weimar, ( das Staatliche Bauhaus) una scuola d’arte che voleva un ritorno all’artigianato e ad un’opera d’arte completa, popolare e collettiva. “Se dovessimo rifiutare del tutto il mondo che ci circonda, allora la sola soluzione re- sterebbe l’isola romantica… Ma se invece vogliamo rimanere in questo mondo, allora le forme delle nostre creazioni assumeranno ancor di più il suo ritmo.”

Grazie Walter!

Il manifesto veniva reso pubblico in un anno non proprio facile, da li a qualche mese sarebbe stato stilato il primo statuto democratico della storia tedesca, annientato nel 1933 dal nazismo. Ma questa è un’altra storia!

I toni del manifesto furono volutamente toni incitatori di rivolta, era una chiamata alle “armi”, il mio amico Walter conclude il manifesto così:

…formiamo, dunque, una sola corporazione di artigiani senza la distinzione di classe che alza un’arrogante barriera tra l’artigiano e l’artista. Insieme concepiamo e creiamo il nuovo edificio del futuro, che abbraccerà architettura, scultura e pittura in una sola unità, e che sarà alzato un giorno verso il cielo dalle mani di milioni di lavoratori, come il simbolo di cristallo di una nuova fede.

Fortunatamente qualche pazzerello rispose!
Paul Klee, Wassily Kandinsky, Marcel Breuer, Ludwig Mies Van der Rohe, Lyonel Feininger che firmò con una sua opera la copertina del programma del “Bauhaus Statale di Weimar”.
Per far in modo che questo spirito di cooperazione, questo genio rimanga vivo in noi e possa crescere in tutti coloro che al manifesto, al Bauhaus e al mio Walter, sono in qualche modo legati, il collettivo Monoskop ha collezionato e reso disponibili in download gratuito, libri, riviste e altre pubblicazioni originali marchiati Bauhaus. Grazie Monoskop!
qui il download: http://monoskop.org/Bauhaus

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